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Dopo mangiato. Arte, cultura e moda che resteranno sulla tabula urbana milanese

L’estate del 2015 oltre a portare sul palcoscenico mondiale la congerie tecno-gastronomica globale organizzata lungo i fieristici cardo e decumano dai giorni contati, ha funzionato come campana di fine intervallo e chiamata a raccolta delle immobiliari etoile, per l’apertura del sipario sul rinnovamento urbano di Milano. Operazioni di riconversione e ripristino –partite a macchia di leopardo nell’ultimo decennio- sono organicamente sbocciate in maniera massiva da questa primavera  mostrando una città-metropoli che intende dialogare tramite sintassi internazionale portando argomenti riferiti alla cultura e alla storia. Servite da nuove infrastrutture di collegamento sono emerse nuove centralità corpose quali il Portello, Porta Nuova e City Life ma anche deliziose operazioni puntuali quali il recupero della Darsena e il Mercato Metropolitano. La tradizionale coscienza civica locale connaturata negli innesti di impresa industria e cultura  si è radunata sotto le luci del Cast...

toccare per vedere

Curioso, ci eravamo appena assorti nella legge di Brooks, per cui tutto tende al piccolo e -per traslato- al virtuale che, magia, veniamo invitati ad entrare nella pancia del misterioso mondo di Amazon: la stiva paragonabile alla casa di Babbo Natale, dove ogni ben di dio attende di essere consegnato a chi se lo merita, o a chi ha la carta di credito. Come dire: indietro tutta, il virtuale non esiste -è virtuale- e nulla può restare nascosto. Rifugiamoci nel tangibile. Magazzini di Amazon Quasi simile è ciò che è avvenuto nei musei e nelle biblioteche, in cui i magazzini hanno assunto pari dignità delle sale di lettura ed espositive (Quai Branly docet). quai branly Ma non finisce qui. La rivoluzione è entrata nelle nostre case: all'ultimo Salone del Mobile non è stato raro veder cabine armadio trasparenti, progettate soprattutto per free standing da vere protagoniste. Bretelle, mutande e calzini, riposti a fianco di gonne e blazer funzionano come scatole di denti fossili af...

terzo tempo

Ci volevano i nuovi Ruccellai o Medici a noi contemporanei, per pacificare due caratteri rocciosi -un po' spigolosi ma come le pietre ben intagliate e molto dure- come Rem Koolhaas e Salvatore Settis. Ancora si vedono al largo i bagliori delle loro disfide veneziane che già li troviamo fianco a fianco a presidiare il vernissage della semiapertura della Fondazione Prada a Milano. Insomma dopo essersele ben bene date (a parole) eccoli in uno splendido terzo tempo, accomunati da progetti culturali capaci di pacificare il classico con il contemporaneo. Il terzo tempo porta sempre energie positive e hic et nunc  getta benzina sul fuoco meneghino speriamo capace di illuminare la notte italiana. Un bell'articolo da Il Giornale dell'Architettura riporta il clima della portata dell'evento e dell'opera, e a contorno di articoli internazionali. Ci impegnamo a riferire alla nostra prossima visita. http://ilgiornaledellarchitettura.com/articoli/2015/4/124174.html http:/...